
Fondazioni lirico-sinfoniche: quando il lavoratore ha diritto di precedenza nelle nuove assunzioni

Per molti lavoratori delle Fondazioni lirico-sinfoniche il rapporto con il medesimo teatro si sviluppa attraverso una successione di contratti a tempo determinato. Artisti del coro, professori d'orchestra, tersicorei e maestri collaboratori possono essere impiegati per più stagioni consecutive, partecipare alle selezioni indette dalla Fondazione, ottenere ripetutamente l'idoneità e continuare a essere chiamati in relazione alle esigenze delle diverse produzioni.
Può tuttavia accadere che, dopo anni di rapporti con la stessa Fondazione, le chiamate si interrompano mentre l'attività artistica prosegue e altri lavoratori vengono impiegati nelle produzioni successive.
In questi casi non è sempre sufficiente domandarsi se la Fondazione fosse libera di stipulare un nuovo contratto con un altro lavoratore. Occorre preliminarmente verificare se il lavoratore precedentemente impiegato avesse già maturato un diritto di precedenza nelle assunzioni a termine e, in caso affermativo, quali regole la Fondazione fosse tenuta a rispettare nella gestione delle successive chiamate.
Il diritto di precedenza previsto dal CCNL
La disciplina collettiva delle Fondazioni lirico-sinfoniche contempla uno specifico meccanismo di precedenza per le assunzioni a termine del personale artistico.
Secondo l'art. 1 del CCNL, per le assunzioni a termine del personale artistico la Fondazione, salvo sostituzioni improvvise o esigenze eccezionali o impreviste, procede a una selezione annuale prima dell'inizio della stagione e forma una graduatoria degli idonei. Una volta esaurita tale graduatoria, resta possibile il ricorso alle chiamate dirette.
Lo stesso articolo prevede che il personale artistico che, per un triennio consecutivo, abbia partecipato alle selezioni annuali, sia risultato idoneo e sia stato assunto a termine in ciascuna delle stagioni comprese nel triennio, dalla stagione successiva acquisisca il diritto di precedenza nelle assunzioni a termine per esigenze stagionali, senza dover nuovamente partecipare alle selezioni annuali, purché non ricorrano le condizioni ostative previste dalla disciplina collettiva.
Non si tratta, pertanto, di una generica aspettativa a essere nuovamente chiamati perché si è già lavorato per il teatro. Quando ne ricorrono i presupposti, il CCNL configura una posizione specificamente tutelata, destinata a incidere sulle successive assunzioni a termine.
Cosa succede se la Fondazione non ha indetto le selezioni ogni anno
Un aspetto particolarmente importante riguarda le Fondazioni che abbiano continuato ad assumere personale a termine senza indire regolarmente le selezioni annuali.
La mancata indizione delle audizioni potrebbe rendere materialmente impossibile al lavoratore conseguire tre idoneità consecutive. La disciplina collettiva affronta espressamente il problema e stabilisce che tale comportamento della Fondazione non può, di per sé, impedire la maturazione della precedenza.
Per professori d'orchestra, artisti del coro, tersicorei e maestri collaboratori il diritto può maturare anche quando il lavoratore sia stato assunto a termine per tre stagioni consecutive senza che la Fondazione abbia regolarmente indetto le audizioni annuali, purché abbia partecipato conseguendo l'idoneità ad almeno una selezione annuale nel triennio. Diversamente, quando le selezioni vengono regolarmente indette, la mancata partecipazione del lavoratore incide sulla maturazione del diritto.
Aver maturato la precedenza non significa necessariamente essere chiamati per primi in assoluto
È necessario distinguere l'esistenza del diritto di precedenza dall'ordine concreto delle chiamate tra più lavoratori.
Il CCNL non stabilisce un criterio nazionale unico capace di risolvere ogni possibile concorrenza tra più aventi diritto. La disciplina collettiva rinvia alla sede aziendale la concreta individuazione e articolazione dei criteri, indicando tra gli elementi utilizzabili la posizione nella graduatoria delle audizioni, l'anzianità di servizio, la data di maturazione della precedenza e la rotazione dei lavoratori.
Per questa ragione, di fronte a una mancata chiamata, non basta dimostrare di avere lavorato per tre stagioni o di avere acquisito la precedenza. Occorre verificare anche l'accordo aziendale applicabile alla singola Fondazione, la composizione degli elenchi o delle graduatorie e i criteri concretamente utilizzati per scegliere i lavoratori da assumere.
Quando la mancata chiamata richiede una verifica
La mancata chiamata assume particolare rilievo quando il lavoratore abbia maturato il diritto di precedenza e la Fondazione continui ad avere necessità della medesima professionalità.
In una situazione di questo tipo occorre ricostruire chi sia stato successivamente assunto, sulla base di quale graduatoria o elenco, quali criteri di priorità siano stati applicati e se siano intervenute particolari esigenze artistiche che, secondo la disciplina collettiva, possano incidere sull'ordinario utilizzo delle graduatorie.
Il semplice fatto che un altro artista sia stato assunto non dimostra automaticamente la violazione della precedenza. Può però costituire un elemento decisivo quando, ricostruiti graduatoria, precedenze, criteri aziendali e assunzioni effettuate, emerga che la Fondazione avrebbe dovuto rispettare una diversa priorità.
La giurisprudenza sul diritto di precedenza: il recente provvedimento del Tribunale di Catania
La concreta operatività del diritto di precedenza previsto dalla contrattazione collettiva è stata recentemente affrontata anche dal Tribunale di Catania – Sezione Lavoro, nell'ambito di un procedimento cautelare promosso nei confronti dell'Ente Lirico Regionale Teatro Massimo “Vincenzo Bellini” di Catania.
Il lavoratore, artista del coro con qualifica di tenore, aveva partecipato alla selezione indetta dalla Fondazione conseguendo l'idoneità ed era stato successivamente impiegato attraverso una pluralità di contratti a tempo determinato nelle stagioni artistiche successive.
La controversia riguardava il riconoscimento del diritto di precedenza nelle successive assunzioni a tempo determinato, previsto dall'art. 1 del CCNL applicabile, e la conseguente pretesa del lavoratore a essere convocato prioritariamente quando le produzioni programmate dalla Fondazione richiedessero l'impiego di personale appartenente alla medesima professionalità.
Con ordinanza collegiale del 15 settembre 2026, il Tribunale ha riconosciuto, in sede cautelare, la posizione di precedenza maturata dal lavoratore e il conseguente obbligo della Fondazione di tenerne conto nelle assunzioni a termine quale artista del coro – tenore, quando le esigenze delle produzioni richiedano l'utilizzazione di tale professionalità.
Particolarmente rilevante è il principio applicato in relazione alle selezioni: il Tribunale ha ritenuto che la mancata partecipazione a una successiva selezione non determinasse, nelle circostanze esaminate, la perdita del diritto già maturato, valorizzando la precedente idoneità e la successione dei rapporti di lavoro intercorsi con la Fondazione.
Il provvedimento mostra quindi come il diritto di precedenza non costituisca una mera aspettativa del lavoratore già utilizzato dal teatro, ma possa tradursi, quando risultino integrati i requisiti previsti dalla disciplina collettiva, in una posizione giuridica concretamente azionabile anche in sede cautelare.
Il lavoratore è stato assistito dall'Avv. Giovanni Valenti.
Diritto di precedenza e limite dei 36 mesi sono questioni diverse
Il diritto di precedenza deve inoltre essere distinto dalla disciplina sulla durata complessiva dei contratti a termine.
L'art. 29, comma 3-bis, del d.lgs. n. 81/2015 prevede, per i soggetti e i rapporti cui la disposizione si applica, una durata complessiva che non può superare, a decorrere dal 1° luglio 2019, i 36 mesi anche non continuativi e anche per effetto di proroghe o rinnovi, fatte salve le diverse disposizioni dei contratti collettivi.
Raggiungere o avvicinarsi a tale limite e avere maturato il diritto di precedenza sono dunque profili che devono essere esaminati congiuntamente, ma non confusi.
Quali documenti occorre esaminare
Per verificare concretamente una possibile violazione del diritto di precedenza è necessario ricostruire le selezioni o audizioni alle quali il lavoratore ha partecipato, i relativi esiti e idoneità, tutti i contratti stipulati con la Fondazione e la loro durata, le stagioni nelle quali è stata svolta l'attività, eventuali comunicazioni relative alla maturazione della precedenza, le graduatorie e gli elenchi utilizzati dalla Fondazione, gli accordi aziendali applicabili e, ove conoscibili, le successive assunzioni effettuate per la medesima professionalità.
Può inoltre essere necessario verificare l'esistenza di eventuali contestazioni artistico-professionali o sanzioni disciplinari, perché la disciplina collettiva attribuisce rilievo anche a tali circostanze.
Quando parte di questa documentazione è nella disponibilità esclusiva della Fondazione, la valutazione della posizione può richiedere anche l'individuazione degli strumenti attraverso i quali acquisire gli atti necessari alla ricostruzione delle chiamate.
Esame della posizione
La mancata chiamata dopo più stagioni di lavoro non determina, da sola, l'esistenza di una violazione. Allo stesso tempo, la Fondazione non può prescindere dalle regole collettive e aziendali applicabili quando il lavoratore abbia maturato una posizione di precedenza.
Per stabilire se vi siano effettivi margini di tutela occorre quindi ricostruire l'intera storia professionale presso la Fondazione, verificare selezioni, idoneità e contratti, individuare la disciplina aziendale applicabile e confrontare la posizione del lavoratore con le assunzioni successivamente effettuate.
Lo Studio legale Giovanni Valenti esamina la documentazione relativa ai rapporti di lavoro presso Fondazioni lirico-sinfoniche e teatri al fine di verificare la disciplina applicabile alla singola posizione.
Avv. Giovanni Valenti
Studio legale Giovanni Valenti




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